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Ci sono almeno 18.300 persone che sognano in un prossimo futuro di volare realmente nello spazio.

Sono diverse generazioni ormai che i ragazzi sognano, alzi la mano chi non lo ha mai fatto, di fare da grande il mestiere dell’astronauta. Ragazzi che poi hanno visto il loro sogno infranto per motivi fisici o semplicemente per nazionalità non idonea. O magari perché hanno creduto che il loro sogno fosse troppo fantasioso. Ogni volta che la NASA, l’ente spaziale americano il cui solo nome evoca avventure galattiche, nel corso della sua storia ha emesso un bando per selezionare nuovi aspiranti viaggiatori, le risposte sono arrivate da migliaia di giovani.

Nella selezione effettuata nel 1978 per quelli che avrebbero per primi viaggiato sullo Space Shuttle, alla NASA arrivarono circa 8000 domande. Un record per allora. Il programma della navetta in quel periodo era concreto e la costruzione dei primi orbiter era già stata avviata.

Nell’ultima selezione conclusasi in questi giorni per reclutare da un minimo di 8 ad un massimo di 14 astronauti alla NASA sono giunte 18.300 adesioni. Mai un numero così alto e pensare che alla NASA un vero, ma soprattutto prossimo, programma spaziale è ancora al di là da realizzarsi.

Significa quindi che nonostante tutto le nuove generazioni sognano ancora di poter un giorno viaggiare tra le stelle non più come avventurieri alla Flash Gordon come facevamo noi delle vecchie generazioni, ma bensì come professionisti impegnati in un mestiere ancora rischioso ma sempre pieno di fascino. Come si dice oggi: anche il mestiere di astronauta è stato sdoganato.