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È puntualmente decollata alle 10:31 ora italiana dalla base spaziale russa di Baikonur, la sonda europea ExoMars che ha come obiettivo il Pianeta Rosso, intorno al quale arriverà il prossimo 16 ottobre.

La missione è divisa in due parti. Quella decollata oggi è composta da una sonda chiamata TGO (Trace Gas Orbiter) e da un lander battezzato Schiaparelli, dal nome del famoso scienziato italiano Giovanni Schiaparelli che per primo osservò, nel secolo scorso, i canali marziani. Il lander, oltre ad avere a bordo una stazione meteorologica di costruzione italiana, servirà a testare le delicate fasi di atterraggio.

La seconda parte della missione, il cui decollo è in programma nel maggio 2018, sarà composta da una sonda orbitale e da un rover, che una volta atterrato su Marte avrà il compito di perforare la superficie del pianeta alla ricerca di acqua nel sottosuolo. Il trapano, che verrà utilizzato per perforare il terreno marziano per circa due metri, è di progettazione e costruzione italiana.

ExoMars è il risultato di una collaborazione tra l’agenzia spaziale russa Roscosmos che ha fornito, oltre ad alcuni esperimenti, il vettore Proton-M e l’European Space Agency attraverso la quale l’Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito per il 32%. Per la parte scientifica è stato coinvolto l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e per la parte industriale come capocommessa la Finmeccanica con Thales Alenia Space e Telespazio. Il costo totale della missione si aggira intorno ad un miliardo e trecento milioni di euro.

ExoMars ci fornirà finalmente risposte riguardanti la vita su Marte e il contributo italiano, fondamentale alla realizzazione di questa missione, ci rende orgogliosi come ha scritto in un twitter subito dopo il decollo il premier Matteo Renzi. È l’Italia spaziale, non solo scientifica ma anche industriale, che trova affermazione in un contesto europeo dove non è facile emergere soprattutto per il numero dei lavoratori e dei finanziamenti decisamente inferiori rispetto agli altri Paesi.