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Harrison Ford per Virgin GalacticDopo 16 mesi dall’incidente della SS2 Enterprise, costato la vita al pilota della navetta a causa di un cedimento strutturale, Richard Branson ha presentato in settimana la nuova navetta realizzata da Virgin Galactic e denominata Unity.

Alla cerimonia ha presenziato anche Harrison Ford, che è salito sulla navetta come Ian Solo in Star Wars.

Unity non è progettato per decollare autonomamente ma deve essere portato a 15 chilometri di altezza da un aereo 'madre' prima di essere sganciato e dirigersi verso lo spazio, cioè oltre i 100 chilometri di quota. Potrà portare sei passeggeri che potranno così sperimentare l'assenza di gravità durante il volo suborbitale, il cielo nero con lo spettacolo unico delle stelle e apprezzare la curvatura della Terra.

Il turismo spaziale, dopo i primi voli sulla soyuz russa da parte di astronauti non professionisti, è quindi divenuto una sorta di attività irrinunciabile ai nostri giorni, che coinvolge già l’industria aerospaziale, numerosi partner (Jaguar Land Rover è subito entrata in gioco al fianco di Virgin Galactic), i media e, nel caso di Branson, un operatore qualificato nel campo del trasporto aereo (Virgin Atlantic gestisce quasi 50 velivoli su numerose rotte intercontinentali).

Oltre agli ostacoli di natura tecnica per gestire voli tanto estremi e complessi, occorrerà che gli ingegneri possano trovare soluzioni per abbattere i costi; la previsione di “un biglietto” da 250mila dollari (quotazione del momento per un volo sub-orbitale), appare infatti proibitivo per i più.

VSS Unity on Tarmac